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Il manuale Cencelli ha raccomandato l’elezione del presidente e del vice presidente del Consiglio Comunale di Cammarata. Stampa E-mail
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Archivio Notizie - Archivio Notizie 2010
Giovedì 17 Giugno 2010 19:46

Sentite, sentite, sentite è il Prof. Totò Tuzzolino che parla, naturalmente per conto della sua maggioranza: “ …  Crediamo di esprimere le migliore figure che abbiamo nel Consiglio comunale. Non siamo Noi che abbiamo inventato un famoso manuale Cencelli, non c’è ne scandalizziamo, è qualche cosa che fa funzionare la Democrazia, la maggioranza, fa funzionare un sistema.”  Era parecchio che non sentivo parlare di manuale Cencelli, specie nel terzo millennio. L’era della terza Repubblica. Un’era che ci porta indietro di 40 e più anni. Ho pensato per un momento: adesso, un consesso politico fa politica. Le uniche due persone che possono farlo sono: la rappresentante del gruppo Civitas dott.ssa Alessandra Consiglio e il rappresentante del PD il Dott. Vincenzo Impalli, nuovi alla vecchia politica e che forse sconoscono ciò che è stato il manuale Cencelli per gli ex Democristiani come il loro compagno di cordata che lo ha menzionato e vuole imprimere loro il pensiero unico della passata assemblea consiliare. Ho aspettato che colei che voleva spezzare le catene del sopruso e dell’abuso del potere, che colei che voleva ridare autonomia e alternativa rispetto a tutta la rappresentanza politico istituzionale attuale, alzandosi dalla comoda poltrona, smentisse il proprio capogruppo perché sono convinto, spero di non sbagliarmi,  il pensiero del Prof. Totò Tuzzolino non è il pensiero del gruppo Civitas che rappresenta. La Democrazia non ha piloti.

Ho aspettato, altresì,  che colui che incarna il valore scritto nel codice deontologico del Partito Democratico nella parte in cui recita: Le donne e gli uomini del Partito Democratico sostengono l’autonomia della politica, perché sia credibile e rafforzi il rapporto di fiducia con i cittadini. Ritengono che la politica debba assolvere la sua funzione pubblica senza essere subalterna ad alcuno. Sono convinto, spero di non dover essere smentito dai fatti, che chi rappresenta il PD in seno a istituzioni elettive concepisca la politica, cosi come recita lo statuto del Partito  Democratico, aperta all’ascolto della società e dei suoi bisogni, rispettosa delle altre autonomie, non autoreferenziale e soprattutto lontana da qualunque pretesa di invadenza e di lottizzazione. Il Dott. Vincenzo Impalli si alzasse dalla comoda poltrona e smentisse il proprio capogruppo, perche il suo pensiero non è deontologicamente vicino al dettato dei valori a cui fa riferimento il PD che rappresenta.

Mi permetto di ricordare ai due nuovi personaggi politici summenzionati che cosa è stato il manuale Cenccelli nella prima e nella seconda Repubblica. Questo sistema, che per il vostro capogruppo dalla più che trentennale esperienza politica, lascio a Voi il giudizio sulla politica che ha saputo generare il vostro compagno di “tavolo” da altri vostri compagni di “tavolo” definito bugiardo fin quando pensa. Siete davvero in buona compagnia. Auguri.  A detta del vostro Capogruppo  il manuale Cencelli fa funzionare la Democrazia. Credo che Pericle l’inventore della Democrazia,  Socrate e Platone secondo cui il "sapere di non sapere", un'ignoranza intesa come consapevolezza di non conoscenza definitiva, e quindi movente fondamentale del desiderio di conoscere, Enrico Berlinguer che vedeva la questione morale esistere da tempo, diventata ormai la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico, per finire a Aldo Moro che affermava: “di crescita si può anche morire”, voleva esprimere il reale pericolo di una società in rapida crescita. Il risveglio delle masse aveva favorito nuove e più forti fasce sociali (tra cui i giovani, le donne e i lavoratori) che avevano bisogno di integrazione all'interno del sistema democratico. Oggi le anime di questi illustri statisti si stanno rivoltando nella tomba al sentire che il manuale Cencelli fa funzionare la Democrazia.

Non ricordo di aver mai sentito in altri consigli comunali una così alta scemenza. La Democrazia non è la forza dei numeri ne tanto meno una formula algebrico-deterministica per regolare la spartizione delle cariche pubbliche in base al peso elettorale di ogni singolo partito o corrente politica.

In un'intervista ad Avvenuire  del 25 luglio 2003 Cencelli svelò i retroscena della nascita del famoso manuale in occasione del congresso della Democrazia Cristiana del 1967.

"Nel 1967 Sarti, con Cossiga e Taviani, fondò al congresso di Milano la corrente dei 'pontieri', cosiddetta perché doveva fare da ponte fra maggioranza e sinistra. Ottenemmo il 12% e c'era da decidere gli incarichi in direzione. Allora io proposi: se abbiamo il 12%, come nel consiglio di ammnistrazione di una società gli incarichi vengono divisi in base alle azioni possedute, lo stesso deve avvenire per gli incarichi di partito e di governo in base alle tessere. Sarti mi disse di lavorarci su. In quel modo Taviani mantenne l'Interno, Gasparri fu Sottosegretario alle Poste, Cossiga alla Difesa, Sarti al Turismo e spettacolo. La cosa divenne di pubblico dominio perché durante le crisi di governo, Sarti, che amava scherzare, rispondeva sempre ai giornalisti che volevano anticipazioni: chiedetelo a Cencelli".

Durante la cosiddetta prima Repubblica Italiana, il manuale Cencelli sanciva quanti e quali posti o cariche dovessero essere assegnati a soggetti appartenenti a ciascun partito e, all'interno di questo, a ciascuna sua corrente. Per esempio, in occasione della formazione di un nuovo governo, specialmente per un governo di coalizione, vi era un nutrito numero di cariche da assegnare o riassegnare (ministri, sottosegretari, direttori generali, funzionari speciali, presidenti, amministratori e consiglieri di enti e società partecipate, e così via) in funzione delle mutate condizioni politiche del momento.

Il manuale Cencelli fungeva da "norma regolatrice", così che nessuno dovesse avere da recriminare, secondo valori fissi in base ai quali le cariche assegnabili erano soppesate qualitativamente (pare, per esempio, che un ministro valesse due sottosegretari e mezzo). All'interno della cosiddetta "quota" di cariche spettanti a un dato partito, le correnti di quello stesso partito si spartivano le cariche in proporzione del numero di tessere dei rispettivi capicorrente.

Tale manuale non sarebbe mai stato formalizzato in una vera pubblicazione, anche se si favoleggia che fosse distribuito in un vero e proprio libro delle illusioni, la cui circolazione era strettamente riservata agli ambienti della politica italiana, sebbene fosse noto anche all'esterno. Non ha mai cessato di destare perplessità fra i cittadini e di suggerire poco onorevoli ironie all'estero.

Democrazia. Non mi stancherò di ripetere che è una parola il cui senso reale non solo è ancora dormiente, ma non vi è all’orizzonte qualcosa o qualcuno che la  risvegli.

La Democrazia è qualcosa che ancora oggi deve essere messa in atto dagli uomini. Di certo nessun manuale può farla funzionare. Credo che l’onestà, l’etica, la libertà dall’ignoranza, la verità,  la solidarietà, l’informazione, la politica intesa come missione, sono gli unici valori che possono far funzionare la Democrazia.

Giuseppe (detto Pino ) Maggio

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Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Giugno 2010 20:16
 
 

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