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A pochi giorni dalla prima competizione elettorale affrontata dal Movimento per la Libertà e la partecipazione “è l’ora” è il momento di tracciare un primo bilancio della nostra esperienza politica e di impegno sociale. Un’esperienza nuova, inedita nel vero senso della parola.
Il nostro Movimento dal giorno della sua fondazione ad oggi è stato un veicolo importante di partecipazione popolare, una fabbrica di idee e progetti ma, soprattutto, un luogo aperto dove poter immaginare e realizzare un modo nuovo e autentico di far politica.
Noi proponiamo alla cittadinanza tutta, aldilà dei propri convincimenti ideologici, di cambiare radicalmente il rapporto tra le persone e le istituzioni. Intendiamo riportare la politica di questa città all’interno dello schema costituzionale il quale vede i partiti come strumenti di partecipazione popolare alla vita pubblica e non come macchine di potere clientelare a gestione familiare.
Non si tratta certamente di un impresa realizzabile in un anno. Si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale. Bisogna riuscire a guardare oltre il nostro ombelico e guardare al bene della collettività. Dobbiamo prendere consapevolezza che ci si salva e si va avanti solo se agisce insieme e non solo uno per uno.
Aldilà del risultato elettorale che può dipendere da fattori talvolta imponderabili, il Movimento ha già raggiunto obiettivi e risultati importanti. Non abbiamo ottenuto solo risultati concreti (come ad esempio la messa in sicurezza dell’ex albergo Letizia) ma siamo riusciti a dare una speranza e un sogno nuovo ai nostri concittadini.
Ovunque siamo stati in questi mesi, in ogni quartiere, in ogni casa, in ogni via i cittadini hanno apprezzato la nostra idea di cambiamento, la nostra coerenza e il nostro progetto. Tutti ormai, hanno capito che l’unica reale possibilità di cambiamento è rappresentata da questa lista e da questo movimento. Nessun altra lista, nessun altro candidato, nessun altro candidato consigliere può oggi a buon titolo fregiarsi della “qualifica” di “alternativa”.
Non può, per ovvie ragioni, farlo chi nella lista “Cammarata Futura”, direttamente o per interposta persona, ha occupato le istituzioni comunali per oltre 40 anni. Non può altresì farlo, come suggeriscono la logica e il buonsenso, chi nella lista “Alternativa per Cammarata” ha contribuito in modo determinante all’elezione dell’amministrazione uscente e con essa ha governato per tre degli ultimi cinque anni. (Questi ultimi, quando cinque anni fa sostenevano la coalizione dell’uscente sindaco, non conoscevano forse le caratteristiche di quegli amministratori e il loro modo di amministrare?) L’alternativa non può essere part-time e i panni di chi vuol rappresentare il cambiamento non possono essere messi e dismessi a seconda delle convenienze personali o di gruppo. Occorre non confondere l’alternativa con l’alternanza. Quest’ultima implica che i soggetti si scambino periodicamente i ruoli di maggioranza o opposizione senza dover necessariamente rappresentare modelli politici alternativi, proprio quello che accade da anni a Cammarata!
Per essere d’alternativa a un sistema occorre, invece, fare scelte di campo ben precise, durevoli nel tempo e coerenti. Chi cerca scorciatoie o altre vie finirà, inesorabilmente, per tradire le speranze di chi intende liberarsi dall’oppressione.
Per questi motivi l’attività del nostro Movimento proseguirà anche oltre le incombenti scadenze elettorali e segnerà una fase politica nuova a Cammarata. Proseguiremo le nostre battaglie e le nostre lotte sia dentro che fuori l’istituzione comunale. Come abbiamo sempre fatto. Tantissimi sono i problemi da risolvere e per questo vogliamo mettere le nostre idee e la nostra attività a servizio dei cittadini.
Salvatore Bumbolo
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