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SEMBREREBBE TUTTO A POSTO??
Otto febbraio 2010, alcuni cittadini tra cui il sottoscritto Giuseppe Maggio, chiedono al Sindaco del Comune di Cammarata, al Prefetto di Agrigento, al responsabile del Genio Civile di Agrigento, al responsabile della Protezione Civile e numerose altre personalità istituzionali, con una accorata nota, un incontro dibattito da tenersi in una sessione pubblica del Consiglio comunale di Cammarata avente per oggetto: Degrado strutturale degli stabili di proprietà I.A.C.P. di Agrigento siti in contrada San Martino...
Scrivono quei cittadini: “ V’invitiamo a promuovere ciò che è in oggetto specificato, con un solo e unico fine: Non vogliamo piangere i morti di un disastro annunciato. Vogliamo vivere nella sicurezza delle nostre umili ma stabili dimore”.
Il 2 marzo 2010 l’amministrazione comunale, viva Iddio, promuove un sopralluogo. L’amministrazione scrive nella nota stampa: Nel corso del sopralluogo sono stati ispezionati sia i fabbricati in parte già sgomberati nel 1995 a seguito di un fenomeno franoso, che gli altri immobili tutt’ora occupati, per i quali sembrerebbe non siano emerse situazioni critiche tali da indurre provvedimenti di ulteriori sgomberi.
Sembrerebbe è un’affermazione? No, non lo è, vero Sig. Vice Sindaco, quel verbo è una forma di persuasione e come tale discutibile, com’è discutibile che il parco urbano è il fiore all’occhiello del Comune di Cammarata vero Sig. Vice Sindaco?
Aspetto con ansia un’altra querela vera, reale, per quello che sto per scrivere...
Una querela che davanti a un giudice possa far valere le responsabilità di amministratori pubblici che sanno mistificare, a discapito di semplici umili e preoccupati cittadini che vivono un problema che è ormai quasi decennale.
Risale al 2001 la denuncia dell’I.A.C.P. presentata alla Regione Carabinieri di Cammarata.
L’amministrazione Comunale di Cammarata non può non sapere del contenuto di quella denuncia. Ho informato personalmente l’Amministrazione Comunale di Cammarata nel marzo del 2007 dell’esistenza di quella denuncia.
L’amministrazione Comunale sa dell’esistenza di una relazione geologica già dal 04.09.1998 quando il Dipartimento della Protezione Civile della presidenza del Consiglio dei Ministri con nota prot. n.PRE/26435/SC.01.7 trasmetteva la documentazione relativa al sopralluogo del 15 dicembre 1997 per la verifica del dissesto idrogeologico nel comune di Cammarata.
Tale documentazione è costituita da una relazione, redatta dall’esperto del G.N.D.C.I Prof. Vincenzo Liguori, dalla quale si riporta: “ dall’esame dei luoghi e dal quadro fessurativo e dallo studio del Prof. G. Umiltà sulle misure finora eseguite, sulle lesioni degli edifici e del collettore fognario, si è avanzata l’ipotesi che il quadro fessurativo sia da attribuire a un movimento di massa del terreno sul quale sorgono i manufatti citati. ……. In assenza d’interventi il processo deformativo proseguirà e potrebbe degenerare in una frana di ampie dimensioni. ……. Da quanto innanzi appare evidente la necessità di adottare interventi di stabilizzazione del pendio non solo per la salvaguardia degli edifici A, B, C, che oggi non sono abitati, ma anche quelli X, Y, Z, che al momento non sono lesionati . Non è poi da trascurare la necessità di proteggere gli altri manufatti, fra i quali il collettore fognario e altre costruzioni ubicate in prossimità dell’area a rischio. ……… In conclusione si rende necessario intervenire con uno studio che si estenda all’intera area interessata dal movimento e progettare il recupero degli edifici.”.
Dal 1998 ad oggi nessuno degli enti destinatari della sollecitazione da parte della Protezione Civile ha adottato alcun provvedimento per la salvaguardia della pubblica e privata incolumità.
Adesso basta, andate a casa o prendetevi le vostre responsabilità.
Gli inquilini delle case popolari vogliono sicurezza, non chiacchiere inutili, vogliono risposte, non false promesse.
Vogliono risposte dai tecnici, dai sanitari, non vogliono risposte da politici ciarlatani.
Vogliono leggere la relazione geologica collegata al progetto delle case popolari e del depuratore.
Quei Cittadini quelle persone, gli inquilini degli alloggi popolari,vogliono certezze sulla loro incolumità pisco- fisica.
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