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Correva l’anno 2001, cinque amici hanno deciso di fare qualcosa per scuotere la stagnazione socio economica dei nostri piccoli centri montani.
Si costituiscono in Associazione socio culturale, denominandola “monteinweb.it”, realizzano l’omonimo sito internet con l’obiettivo molto difficile da raggiungere; commercializzare on-line i prodotti agricoli e artigianali realizzati nei campi degli agricoltori, nelle officine degli artigiani.
Un’idea per i cinque amici irrealizzabile senza idonei mezzi tecnologici e strutture, ma soprattutto senza la provvidenziale mano pubblica. Abbiamo chiesto aiuto alle amministrazioni comunali di Cammarata e San Giovanni Gemini, non ci hanno degnato di risposta.
Non demordiamo continuiamo a credere in quel progetto, anzi ne elaboriamo un altro..
L’auditorium, costruito con soldi pubblici, incompleto come del resto la maggior parte delle opere pubbliche.
L’auditorium che potrebbe essere una risorsa del territorio, in particolare per un quartiere che qualcuno definisce ancora oggi il Bronx.
Ragioniamo su una singolarità del territorio, sono presenti due associazioni musicali con indiscussa capacità didattica, perché non metterli assieme in un’unica entità culturale?
Elaboriamo il progetto dell’Accademia musicale. L’auditorium c’è, le risorse umane pure, cosa manca per farlo decollare?
Ancora una volta manca la provvidenziale mano pubblica.
Presentiamo il progetto all’amministrazione comunale di Cammarata, anche in quest’occasione, dopo un primo timido approccio positivo con l’amministrazione comunale, non ci degnano di risposta.
Il silenzio degli incoscienti. Eppure non abbiamo tralasciato nulla, abbiamo persino indicato il modo di richiedere fondi alla comunità Europea.
Siamo un po’ demoralizzati. Nessuno ci ascolta, nessuno ci aiuta. Continuiamo a interrogarci. Che cosa possiamo fare per far si che qualcuno si ponga l’interrogativo che ci siamo posti noi, nel ricercare un metodo capace di generare benessere per tutti? La risposta a questo interrogativo l’abbiamo sviscerata ed ecco quello che ne è venuto fuori.
Gente senza scrupoli, che pur dichiarandosi dirigenti, aderenti, soci di partiti politici, ha stravolto a ogni livello politico istituzionale, la reale funzione che la Carta Costituzionale ha loro delegato.
I partiti politici che avrebbero dovuto essere il mezzo attraverso il quale la società e le istituzioni rendessero il popolo una massa, voluta dal ventennio fascista indifferenziato, un organismo che per la sua componente umana è degno d’incondizionata, oso dire, adorazione della propria capacità di rendersi liberi.
Una libertà consapevole dei limiti dell’essere umano, capace finanche di sottomettere alla volontà di un singolo la volontà del suo essere che, perde però, la propria sovranità riconosciuta è garantita dai padri Costituzionalisti.
Consapevoli della nostra limitata possibilità umana di far conoscere la nostra idea che può riportare, nel piccolo, i nostri compaesani, da massa indeterminata in un’istituzione capace di propria incondizionata volontà.
Riteniamo che un’idea, da qualunque parte essa provenga, anche da un singolo cittadino, può essere l’elemento fondante per evolversi in un progetto politico, non necessariamente elaborato da partiti politici, ma sviluppato da persone comuni che vivono la quotidianità della cittadinanza.
Riviviamo nell’idea, della sovranità popolare scritta nella carta Costituzionale.
E’ un’idea più grande di noi. E’ un progetto che se non è condiviso da organizzazioni sociali e da semplici persone della cosiddetta società civile, non sarà in grado di decollare.
Riflettiamo sull’architettura politica della nostra società.... : l’impenetrabile corazzata politico/clientelare costruita da abili e consapevoli mani, giorno dopo giorno già da circa cinquant’anni si tramanda da padre in figlio, da fratello a fratello. Uomini Politici che si purificano cambiando semplicemente casacca.
Da questo a quel partito, da questa o quell’altra corrente di partito dalla quale prendono ordini a discapito finanche della personale libertà, che non censente infiltrazioni di cittadinanza attiva, ma soltanto l’ingresso di chi intende mercificare i bisogni delle persone e aumentare il proprio bagaglio immobiliare e finanziario.
Abbiamo pensato a un cavallo di Troia, proprio come descritto nell’Eneide, ma non siamo in grado di rendere reale una legenda.
Nella realtà l’imperforabile corazzata può essere abbattuta solo dalla Democrazia, intesa come un’armata di cittadini che diventano protagonisti delle scelte politiche amministrative senza più deleghe in bianco, né padroni cui sottomettersi.
Nessun Totò, Raffaele, Angelino, Gianfranco, Giovanni, Antonello o Giuseppe cui rendere incondizionata lealtà.
Questo tipo di politica non ci appartiene.
Ricerchiamo la Democrazia che rende liberi e dona la capacità a ogni singolo cittadino di sottrarsi alla sudditanza di abili politici che manovrano e calpestato il loro diritto alla propria volontà personale, sfruttando le incerte condizioni socio economiche e culturali di umane dimensioni, promettendo condizioni di vita migliori a precari subordinati.
Soggetti che, vivendo un’incerta condizione socio-economica, di certo non generata da loro, ma da chi ne detiene la subordinazione, ne subiscono la prepotenza e l'arroganza.
Personaggi senza scrupoli che pur sapendo che i diritti non sono barattabili, che le regole democratiche e i valori a essa intrisi non possono essere stravolti a discapito dei propri simili, perseguono un’unica finalità, garantirsi una posizione predominante nell’agone socio politico.
In molti casi si tratta di personaggi politici che pur di mantenere determinati livelli economici, non hanno esitazioni nel calpestare persino la dignità delle persone.
Mantenere un tenore di vita sopra le proprie possibilità economiche, per quei tecnici, imprenditori e mascalzoni divenuti, alcuni abili burattinai altri succubi burattini politici, i primi persone senza scrupoli, i secondi dominati per ipocrita necessità personale, riveste caratteristica essenzaile per continuare ad essere in qualche modo predominanti.
Un sistema garantito soltanto dalla capacità di condizionare il popolo, barattando voti, il mercato del lavoro, delle clientele e degli affari, espressione non più della libera volontà del popolo e delle persone, ma della condizione cui il popolo, le persone sono state sottoposte dai politici divenuti caporali.
La nostra idea, il progetto, che intendiamo realizzare, non concepisce che i politici e la politica che è generata all’interno di quei contenitori partitocratici, sfruttino i bisogni della gente.
Il disegno che abbiamo elaborato non deve identificare l’opportunismo della mercanzia del voto al fine di assicurare a qualcuno una posizione predominante, che surclassa la centralità della persona umana.
Il nostro progetto prevede che la politica deve essere servizio, non prepotenza e arroganza.
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