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Ancora una volta, mi auguro di non dover più tornare sull’argomento, affermo che il sottoscritto non è il proprietario del sito web Monteinweb.it.
Sono semplicemente uno dei cinque, il vecchio del gruppo, che ha ideato e costituito l’Associazione non lucrativa di utilità sociale denominata Monteinweb.it.
L’associazione nasce per consentire a tutte le persone con età anagrafica dai sedici anni in su, di far parte di un’enorme ragnatela comunicativa, di cui ad oggi non si sfrutta l’enorme potenzialità, internet.
L’Associazione o per meglio dire Monteinweb.it, non ha padroni, ma regole.
Una delle quali è la libertà di qualsiasi individuo che ne condivide le finalità statutarie di essere parte integrante del progetto che intendiamo portare avanti.
Sono quasi dieci anni che aspettiamo con ansia, giovani e meno giovani che con spirito di sacrificio e con abnegazione (ma soprattutto liberi da condizionamenti) portino idee e progettualità da condividere insieme, per la crescita sociale economica e culturale dei nostri piccoli centri montani.
Non rinunceremo mai al nostro progetto, siamo convinti che l’informazione (se pur nei nostri limiti culturali) è l’unico sistema per far svegliare le coscienze della nostra gente che da troppo tempo sono assopite in una sorta di assuefazione ad un sistema di governo che ne calpesta finanche la dignità.
Accetto ben volentieri tutte le critiche che mi richiamano e invitano ad un diverso modo e metodo di esprimermi, meno farraginoso e sgrammaticato, accetto i giudizi sul mio atteggiamento che alcuni giudicano aggressivo o addirittura violento, non lo è, chi mi conosce personalmente sa che non lo sono.
Non accetto, in maniera assoluta (perché offensivo) chi continua ad affermare che questo sito è di mia proprietà.
Monteinweb.it è uno strumento di cui tutti possono servirsi per far sentire la loro voce, il loro pensiero in estrema e incondizionata libertà. Dal 2001 continuiamo ad alimentare un sogno, mettere in questa vetrina virtuale le ricchezze dei nostri territori per favorirne la crescita sociale culturale ed economica di tutti.
Non ha porte da aprire, questo sito che è vostro e di tutti quelli che vogliono crescere socialmente, culturalmente ed economicamente nella loro terra.
I fatti che mi portano a giudicare, a “sparare a zero”, sono metodi e modi politico-ammnistrativi, vecchi di trenta anni, non ho bisogno di aspettarli, li ho vissuti in prima persona. Potrei elencare migliaia di fatti che mi portano a “pensar male”, senza naturalmente intaccare l’integrità morale di chi il più delle volte è inconsapevole vittima del sistema.
Mi limito a ricordare il metodo, ancora oggi prassi consolidata quello di ricercare, fino all’ultimo momento utile, il consenso elettorale attraverso il metodo clerico-parentelare-clientelare.
Una candidatura politica istituzionale nasce da tre fondamentali fattori: la familiarità ecclesiale, il nucleo familiare e il diritto elargito come favore. I tre metodi sono essenziali per raggiungere l’obiettivo del potere fine a se stesso, ci si serve di qualsiasi riesumazione capace di portare consensi.
Nella fattispecie si riesuma la Proloco, vedi caso solo a qualche mese dalle elezioni amministrative.
Ma vediamo cos’è la Proloco: In tutte le comunità la Proloco è un’Associazione che promuove e tutela il turismo, l’artigianato e l’agricoltura tradizionale, riscopre e mantiene vive le tradizioni di vita, organizza fiere, spettacoli, sagre e manifestazioni inerenti al turismo, concorre alla salvaguardia del centro storico e del patrimonio naturale.
Nella nostra Città invece “a muta a Surda” nessuno deve conoscere su quale base, con quale criterio l’amministrazione Comunale ha nominato il Presidente della Proloco.
Nessuno deve sapere perchè solo nell’anno in corso si è nominato il Presidente della Proloco, come se solo l’occasione del Carnevale del 2010 ha valenza turistica, mentre negli anni precedenti non rivestiva alcuna importanza.
Presidenti di comitati di festeggiamenti che utilizzano tale carica come trampolino di lancio per una probabile candidatura, anticipata ed elaborata anche nelle sacrestie delle chiese.
Credo che questi fatti giustifichino il mio "sparare a zero" o no?
Personalmente non ho nulla contro chi amministra la cosa pubblica, in passato e nel presente. Semplicemente non condivido i metodi gestionali che si utilizzano per amministrare qualcosa che non è privato ma pubblico.
Ho detto più volte e in più occasioni che, chi è stato delegato da un numero di persone che non supera quasi mai il 50% della popolazione, ad amministrare per un quinquennio un bene pubblico, è tenuto a farlo con parsimonia, con oculatezza, ma soprattutto nell’interesse del 100% della popolazione e non parte di essa.
Ho più volte e in più occasioni chiamato gli amministratori pubblici "dipendenti" e gli amministrati " datori di lavoro".
Credo fermamente in questo binomio, perché rende l’idea di come si deve interfacciare il politico chiamato ad amministrare la cosa pubblica e il popolo sovrano che l’ha delegato.
Fatta questa premessa, preciso:
A) E’ il mio personale pensiero che: nei nostri Comuni non esiste, un passato così come non esiste un presente, semplicemente esiste una continuità, nei metodi e nei sistemi di amministrare la cosa pubblica.
B) Ho avuto mandato dal Coordinamento provvisorio del Movimento socio politico culturale per la libertà e la partecipazione “è l’ora” (di cui mi onoro di essere stato uno dei fondatori e di rivestire la carica elettiva di Segretario amministrativo) di informare la mia gente attraverso tutti i mezzi di comunicazione possibili, ivi compreso questo sito.
Il Movimento per la libertà e la partecipazione “è l’ora” nasce con due obiettivi precisi e vincolanti:
1) riportare la politica all’umana dimensione, al fine di essere capita e partecipata da tutti. Il gruppo che ha fondato il movimento “è l’ora” non ha alcun proposito politico amministrativo, che non sia voluto dai cittadini. Non vogliamo delegare ne essere delegati ad amministrare la cosa pubblica. “E’ l’ora”, nasce come mezzo che consente di traghettare la dimensione umana dell’essere cittadino, alla dimensione dell’essere cittadino umano che amministra per cinque anni la cosa pubblica, con un unico aggregante la cittadinanza.
2. Volti e idee devono essere innovative e non propositive di vecchie cognizioni politiche amministrative.
Mi auguro che il concetto sia chiaro.
Per ottenere questo risultato ci siamo inventati le primarie rionali, di seguito aree. Un sistema che prevede fin dalla sua progettazione la suddivisione del paese in quattro aree, ognuna delle quali è rappresentata dall’assemblea d’area e dal coordinamento d’area.
Le quattro assemblee d’area e i quattro coordinamenti d’area saranno parte integrante dell’assemblea e del coordinamento collettivo.
Il perché di questa struttura così organizzata è presto detto. L’assemblea d’area, con il coordinamento logistico funzionale dei componenti del coordinamento d’area, si farà carico al fine di contenerne i costi dell’organizzazione delle elezioni primarie nella propria area.
Le elezioni primarie prevedono due processi elettorali.
Il primo processo vedrà autonomamente interessate le aree, ognuno delle quali stabilirà quattro candidature al Consiglio comunale e indicherà quattro probabili candidati Sindaci.
Il secondo processo elettorale vedrà coinvolta l’intera collettività, giacché si dovrà scegliere uno dei quattro candidati Sindaco in precedenza indicati dalle aree.
Abbiamo stabilito che a ogni cittadino residente in una delle quattro aree, sarà preventivamente consegnata nella sua abituale dimora da un aderente al Movimento “è l’ora” componente dell’assemblea d’area una scheda elettorale, anonima e vidimata con il logo del Movimento “è l’ora” dove, se lo riterrà opportuno e indipendentemente dalle restanti aree, indicherà quattro probabili candidati consiglieri comunali e un probabile candidato Sindaco espressione della propria area di residenza.
In seguito, passato un lasso di tempo relativamente breve, con la medesima procedura sopra descritta, sarà ritirata la scheda votata.
Le schede votate, in questo primo processo, saranno contenute in quattro contenitori contraddistinti dai numeri da 1 a 4 identificativi delle aree, preventivamente sigillati e vidimati. L’operazione di scrutinio delle schede avverrà in un lasso di tempo relativamente breve, i risultati saranno pubblicati in questo sito.
Il secondo processo elettorale prevede gli stessi adempimenti sopra descritti con l’aggravante che in questo caso saranno interessati tutti gli elettori, chiamati a scegliere uno solo dei quattro candidati sindaci espressione d’area.
La conclusione dell’ultimo processo vedrà la persona che ha ottenuto il maggior numero di consensi candidato sindaco sostenuto dalla lista dei candidati al consiglio comunale che rappresentano le quattro aree e dal Movimento per la libertà e la partecipazione “è l’ora”.
Il risultato ottenuto, avrà innanzitutto un valore politico d’indubbia democraticità sia per quel che concerne la scelta dei candidati per la formazione della lista al consiglio comunale, sia per quel che riguarda il probabile candidato Sindaco.
Giunti a questo punto, insieme all'assemblea collettiva del movimento "è l'ora" e i candidati si parlerà di programmi, fermo restando che le linee guida sono quelle dettate dall’art. 8 dello statuto del Movimento socio politico culturale per la libertà e la partecipazione “è l’ora”.
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