|
Clicca qui per vedere il Video-Denuncia Case popolari Gianguarna
download video (17,5Mb)
PREMESSA VIDEO-DENUNCIA:
Il Consiglio Comunale di Cammarata, con delibera n. 108 del 27/06/1984 individua l’area sulla quale costruire 20 alloggi popolari. L’area è quella di c.da San Martino.
Un’area che tutti sanno, forse anche gli stessi consiglieri comunali che l’hanno scelta, interessata dalla frana della “maddalena” e da una falda acquifera.
Le case popolari siti in c.da San Martino sono in uno stato di probabile implosione. Il tempo, con la complicità di fattori naturali e processi fisico chimici, inesorabilmente distruggerà ciò che avrebbe dovuto essere inattaccabile dagli agenti atmosferici, parzialmente indistruttibili da eventi calamitosi..
La casa, un rifugio sicuro per l’uomo. Le case popolari di c.da San Martino, oggi via Ugo La Malfa, sono un fattore di rischio per le persone che li dimorano. Oltre all’implosione, che è dietro la porta, fattori di rischio ledono la qualità della vita delle persone che vi risiedono. Inquinamento domestico che influenza negativamente chi presenta familiarità con le malattie allergeniche, in particolare le allergopatie respiratorie.
Si grida allo scandalo quando la tragedia è compiuta. Solo allora le passerelle socio politiche e istituzionali rappresentate da uomini e donne, si dimenano in una ricerca di responsabilità che nessuno di loro avrà mai.
Seguiranno anni d’indagini, testimonianze e processi che, forse, documenteranno intrighi tra affari e politica, tra tecnici e burocrati.. Ecco, alla fine, dopo la compiuta tragedia, le ipotetiche soluzioni plausibili di protezione strutturale, ambientale e sanitaria, che si potevano sfruttare per evitare ciò che era una tragedia annunciata, vengono alla luce, escono dalle bocche di quelle stesse persone che hanno in modo silente favorito la tragedia.
Solo allora il grido di dolore, dei superstiti, è amplificato dai media. Solo allora gli enti morali, come la Chiesa, richiamano le classi socio politiche alle loro responsabilità.
Eppure, prima della tragedia, del disastro, qualcuno, forse prudentemente, ha chiesto aiuto, ha denunciato. Ma non ha trovato risposta, se non l’indifferenza, l’irresponsabilità, l’assordante silenzio di coloro i quali, delegati alla tutela della pubblica incolumità, della pubblica salubrità, della pubblica protezione strutturale di edifici costruiti con fondi pubblici, sapevano, ma non hanno mosso un dito.
A ogni campagna elettorale, a ogni pubblica occasione si promettono opere di consolidamento per la mitigazione del rischio idrogeologico del nostro paese. Ma, si sa, i soldi e il potere non hanno cuore, non hanno umanità.
Il potere fine a se stesso conosce soltanto l’avidità e l’ingordigia di uomini e donne, che non si curano di nessun elemento morale capace di generare armonia tra l’habitat di vita domestica e l’ambente attorno alle strutture per lo più pubbliche.
Non servono i campetti, non servono gli abeti piantati in un territorio che ha ben altre priorità.
I mutui non si accendono per realizzare la strada "calcara" forse per fini prettamente elettoralistici. Quella strada non sta implodendo con dentro delle persone. Non si può usare il denaro pubblico per evitare che una probabile sentenza possa dare ragione a un esponente locale del PD che ha subito dei danni a causa dalla frana (gianguarna) nella sua proprietà. Non si può dare priorità ad un singolo piuttosto che a tanti, non è umanamente concepibile.
Cinquecentomila euro o duecentocinquantamila euro sarebbero più utili a mitigare la frana in itinere e allontanare la falda acquifera sulla quale sono state costruite le case popolari di c.da San Martino, piuttosto che favorire una singola persona.
Questo post vuole documentare il cambiamento che hanno subito le strutture dalla prima segnalazione che è stata fatta dagli inquilini degli immobili, alla proprietà l’I.A.C.P. e al Comune in qualità di organo territoriale su cui ricadano le strutture, nell’anno 2007.
Come avete avuto modo di vedere, mettendo a confronto le foto del 2007 con le foto e i video del 2010 nulla e cambiato, è evidente l’acuirsi del problema statico degli immobili. La segnalazione ufficiale è stata inoltrata a numerose figure istituzionali, ivi compreso il Comune di Cammarata in data 22 febbraio 2007, protocollo del comune n. 0003132.
A onor del vero, alcune segnalazioni di cedimento strutturale sono state segnalate dallo scrivente ex inquilino degli alloggi in argomento, già nel 1999.
L’eccessiva umidità nell’ambiente di vita ha, non ho prova scientifica, accentuato se non addirittura provocato particolari patologie mediche, (allergeniche) di alcuni componenti del mio nucleo familiare.
Condizioni, voglio rassicurare il Sindaco Sig. Vito Diego o Vito Mangiapane che, mi hanno imposto in qualche modo di abbandonare l’alloggio, ma non di desistere dal denunciare con veemenza lo stato di degrado ambientale e strutturale, che non si cura con la realizzazione di un campetto o l’arredo urbano e piccoli parchi giochi, ma con interventi invasivi di protezione del territorio e delle strutture.
Non ho abbandonato quella gente e non l’abbandonerò, ne stia certo Sig. Sindaco. Le dico di più, tutto quanto sta succedendo in quel quartiere mi da ancora più forza nel denunciare una classe politica che non vuole vedere la strage annunciata.
Quello che vedete nel video, sono le fondamenta delle case popolari siti nel quartiere San Martino.. E’ una condizione di degrado strutturale che ha nel suo DNA caratteristiche similari a quanto detto sopra. Forse qualcuno aspetta il disastro. Un disastro annunciato..
Non vi sarà un altro minuto di silenzio in una sessione Consiliare del Comune di Cammarata che ricorderà le vittime della strage annunciata delle case popolari di San Martino, ne stia certo. Non ci saranno responsabili che non saranno mai identificati.
Già nel 2001 e nel 2007 atti e documento sono stati acquisiti dalla Regione Carabinieri Sicilia della Stazione di Cammarata. Non consentiremo a nessuno, ivi compresa l’attuale amministrazione del Comune di Cammarata, di accendere mutui per la realizzazione di strade, megagalattici parcheggi o parcheggi ad personam.
La verità e l’umiltà non intaccheranno mai il nostro essere Cittadini di questo paese.
Nonostante mi sforzi di cercare parole e termini civilmente idonei a esprimere la mia indignazione e la rabbia dei miei concittadini, inquilini degli alloggi di proprietà dell’I.A.C.P. di Agrigento, non riesco a trovare termini e concetti che possano sedare o quantomeno giustificare questa rabbia, determinata dall’indifferenza degli organi politici tutti, dall’ente comune alla Provincia Regionale di Agrigento, alla Regione, al Parlamento, al Senato della Repubblica, al Presidente della Repubblica per finire al Prefetto.
Rabbia e sdegno che si amplifica quando il Sindaco Sig. Vito Diego o solo Vito Mangiapane, nella giornata del 27 gennaio 2010, chiamato dagli inquilini degli alloggi popolari per mostrargli in quale stato versano le dimore e mostrargli ciò che succede nelle fondamenta degli immobili, ha saputo solo criticare il mio comportamento. Le mie denunce, Sig. Sindaco Vito Diego o Vito Mangiapane, sono sfociate in nulla, almeno ad oggi , ma la mia coscienza è a posto, lo stesso può dire della sua e/o dei suoi predecessori?
Io non ho alcun potere, oltre a quello della denuncia, Lei e i suoi predecessori avete il potere di decidere cosa fare per mettere in sicurezza le pubbliche strutture che ricadono nel nostro territorio.
Certo sa promettere un alloggio, certificato insalubre, a più di una famiglia, cosa non si fa per un voto in più. Strutture che essendo patrimonio della collettività, non vengono adeguatamente manutentati, rispettati nelle caratteristiche di permanenza umana, non perché hanno un valore venale, ma perché rivestono un rifugio sicuro per l’uomo.
In quelle strutture vivono delle persone, degli esseri umani, degli esseri che nulla hanno in meno di coloro che hanno costruito le loro faraoniche dimore in luoghi socialmente salubri e con idoneo materiale che non minaccia l’igiene e la salute, nonostante siano state realizzate con il frutto di affari lesivi della salubrità e dell’incolumità dei propri simili, che aspettano l’inesorabile disastro o tragedia annunciata.
Persone oneste, corrette, che hanno scelto di vivere nella legalità e nel rispetto degli altri.
Hanno posto al centro della loro vita quotidiana la semplicità dell’umiltà. Umiltà che è fatta coincidere, da furbi mascalzoni profittatori, come dominati.
Disonesti imprenditori, affaristi, politici, burocrati, che comprano a basso costo terreni e aree fino a ieri inedificabili, vuoi perché è in itinere una frana, vuoi perche è presente una falda acquifera, vuoi perché terreno agricolo. Subito dopo l’acquisto i farabutti, con il complice consenso di amministratori pubblici, tecnici e burocrati lottizzano e bonificano le aree, sia sotto l’aspetto urbanistico sia ambientale e vendono all’amministrazione pubblica a prezzi che nel frattempo, causa la repentina virtuale bonifica del territorio, ha lievitato a loro favore.
In quelle aree sorgeranno edifici pubblici il cui degrado è segnato, non solo per l’instabilità dei terreni, ma anche per gli scadenti materiali di costruzione utilizzati. Il tempo inesorabilmente provocherà il disastro o la tragedia annunciata fin dall’inizio della scelta delle aree, rese edificabili. Il ricavato di questa scellerata prassi economica imprenditoriale, che fonda la propria base sulle sciagure umane e sul certo cedimento strutturale genera di contro strutture e sfarzo costruite in luoghi sicuri e con materiale di sicura certificazione.
Delibera del Consiglio Comunale n. 108 del 27.6.1984 s’individua l’area sulla quale costruire gli alloggi popolari in C.da San Martino. Area all’epoca Agricola, si espropria l’area non senza che la proprietà porti in tribunale il Comune per insoddisfazione sulla tariffa applicata per l’esproprio. Non manca, presumo il consenso di organismi istituzionali di controllo e di tutela del territorio, a vari livelli territoriali. Non manca, presumo una relazione geologica che sottoposta agli organi di controllo, il Genio Civile, la Protezione Civile, l’I.A.C.P. (Istituto Autonomo Case Popolari di Agrigento), e delle varie amministrazioni Comunali di Cammarata che si sono avvicendate a cominciare dall’amministrazione in carica dall’anno 1984, che ne certifichi l’edificabilità.
|
niente pino,3 volte ho provato ma non...
Perchè prendersi in giro? si sa bene...
il triumvirato è diventato PENTAPART...
02/06/2010. A shanghai expo presenti ...
Io invece penso che la gente non ha v...