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Monteinweb.it - Cammarata e San Giovanni Gemini, le nostre ricchezze on-line
L’anello debole della catena sociale i precari e i disoccupati (ripiter) Stampa E-mail
Domenica 17 Ottobre 2010 22:11

(Leggi delibera C.C. del Comune di Cammarata 3.05.2012 - Sito ufficiale del comune di Cammarata-) Come al solito quando si tratta di attribuire responsabilità su quanto è accaduto dal 1988 a oggi, in tema di precariato e in generale lavoro, tutti, politici, sindacalisti e finanche il clero, con voce unanime dicono: - Non è il momento di attribuire responsabilità su quanto accaduto. È impensabile che in Sicilia 22.500 persone siano messe fuori dal processo produttivo dopo 22 anni. E’ assurdo che nel 2010 i disoccupati in Italia siano 2 milioni,(nel 2012 sei o settemilioni) in Sicilia siano 400 mila.  Nessun organismo istituzionale può consentire che ciò avvenga. E allora? Mi perdoneranno i contrattisti e gli ASU del comune di Cammarata che il 18 il 19 c.m. (forse hanno consegnato, dubito fortemente che l'abbiano fatto nel maggio del 2010) consegneranno, presumo tramite il loro beneamato Sindaco Vito Diego o Vito Mangiapane, le tessere elettorali al Presidente della Regione Sicilia, per quello che mi accingo a ricordare loro. Molti di Voi sono stati elettori dell’attuale amministrazione Comunale. Molti di voi sono stati elettori degli On.li Totò Cuffaro, Saverio Romano, del Presidente della Regione Raffale Lombardo, di Michele Cimino, di Giovanni Panepinto etc… etc… per finire al paesano ex on. Vincenzo Giambrone. Tutti si sono spesi in maniera egregia, per fronteggiare quello che Voi chiamate “UN DRAMMA SOCIALE SENZA PRECEDENTI” e che io chiamo, includendo al vostro dramma quello dei disoccupati di breve e lungo corso, “MACELLERIA SOCIALE”.

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Omertà e umiltà (ripiter) Stampa E-mail
Mercoledì 25 Aprile 2012 00:00

Lungi da me l’idea di intrecciare la politica Cammaratese alla mafia Agrigentina, Nissena o Palermitana, ma il silenzio della politica, vorrei ricordare agli amici di Cartavetrata, e solo a loro, è una pietra miliare del domino mafioso. Di certo l’amministrazione, denominata Decus2 da un vostro aderente a dir poco dubbioso di ritrovarsi un socio onorario dell’Associazione Cartavetrata come il Sindaco Vito o Diego Mangiapane che del silenzio, della bugia, del potere, della dichiarazione mendace e delle illusioni ne ha fatto il proprio cavallo di Troia...

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Esce dalla finestra. Rientra dal portone principale. L’alienazione degli immobili e del terreno di proprietà del Comune di Cammarata in zona “B” Via Libertà - ex SHELL di “Don Timotu”. Stampa E-mail
Venerdì 24 Febbraio 2012 23:43

 

Con avviso pubblico, (il testo è pubblicato sul sito ufficiale del Comune di Cammarata) è stato pubblicato il piano delle alienazioni e valorizzazioni degli immobili di proprietà comunali. La prima parte del documento e gli allegati: A, B e C sono firmati dal responsabile dell’Area Finanziaria, Rag. Ernesto Alessi. L’allegato contrassegnato dalla lettera “D” è firmato oltre che dal responsabile dell’Area Finanziaria dal responsabile dell’Area urbanistica Arch. Pietro Madonia. L’allegato “D” identifica l’area che: ” a seguito d’istanza di vendita di suolo comunale prodotta dal gestore della stazione di servizio IP che ne detiene l’area in virtù di un contratto di affitto stipulato con il Comune di Cammarata l’1 gennaio 2003, a distanza di sette anni, il 24 maggio 2010 a sei giorni dalle elezioni amministrative del 30 e 31 maggio 2010, con delibera di giunta Comunale n. 57 del 24/05/2010 propone la vendita al richiedente, che ne ha fatto richiesta nel marzo del 2003, di 310 mq di terreno comunale e i fabbricati ivi ricadenti in via libertà al prezzo complessivo di €. 11.030,00 di cui €. 7.000,00, per il valore dei fabbricati e €. 4.030,00 per il valore del terreno Al di la del ridicolo valore “commerciale” complessivo dell’area e del palese illegittimo atto che non riveste alcuna caratteristica di urgenza tale da prevaricare delle disposizioni di legge che di seguito cito, vi è un evidente arrogante sistema di amministrare la cosa pubblica in barba alle regole di trasparenza e pubblicità di cui all’art. 1 del regolamento per l’alienazione del patrimonio immobiliare del comune di Cammarata approvato dal Consiglio comunale in data 30/11/2009 proposto dal duo Di Piazza – Madonia. L’atto deliberativo della Giunta di quel 24 maggio 2010 di cui faceva parte l’attuale Presidente del Consiglio comunale di Cammarata, Dott. Nicolò Gabriele Madonia all’epoca candidato al Consiglio comunale con la lista capeggiata dal Sindaco Vito o Vito Diego Mangiapane e il premiato Assessore Alfonso di Piazza, non identifica un proponente, forse, ma ne dubito fortemente, è l’intera giunta a proporre, un illecito documento amministrativo”. Il testo sottolineato è quello che ho scritto nel post, che vi invito a rileggere, pubblicato il 18 novembre 2010.

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Il passato e il presente che non sanno costruire il futuro. Stampa E-mail
Martedì 13 Marzo 2012 22:55

Le Leggi, le normative Nazionali o Regionali, sono dettate dalla consapevole necessità di sovvertire un’azione politica/amministrativa periferica e non, lesiva di una o più azioni cui è sottoposta una collettività sottomessa alla pubblica amministrazione. Ma non sempre le Leggi raggiungono l’effetto desiderato. Un esempio, di mancato effetto, è la legge regionale 26 agosto 1992, n. 7 che ha istituito l’elezione diretta del Sindaco, nata con una precisa caratteristica, dare al Sindaco direttamente eletto l’autonomia decisionale sulla scelta degli assessori. La legge siffatta intendeva dare ai Sindaci la responsabilità sull’operato della giunta, per cui l’unico responsabile sugli atti dell’esecutivo avrebbe dovuto essere, il Sindaco. Nella realtà, rimpallandosi responsabilità dal Sindaco all’assessore al dirigente del servizio, nessuno è responsabile. Il Sindaco è chiamato, secondo il criterio della personale responsabilità, di cui alla Legge 7/92, a scegliersi autonomamente gli assessori che lo affiancheranno, preferendo persone che secondo il proprio giudizio, rivestono caratteristiche tecnico/professionali in grado di portare a termine un programma che ha l’obiettivo primario della crescita socio economico e soprattutto culturale della comunità che deve amministrare. Nessuna Legge (non esiste una Legge scritta secondo il manuale, a cui i politici che amministrano i comuni come Cammarata e San Giovanni Gemini s'ispirano. Il manuale Cencelli) dice che devono essere garantite le quote “societarie” dei partiti politici che sostengono un Sindaco. Un esempio effettivo di Legge che raggiunge l’effetto desiderato e sana un’azione lesiva, nel caso specifico la diseguaglianza di genere, la cosiddetta “quota rosa” in seno agli organismi politico/ammnistrativi pubblici, è la Legge Regionale n. 6 del 5-4-2011, che è stata di recente attuata dal Sindaco del comune di Cammarata.

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Una o due donne assessore al Comune di Cammarata? Che cosa cambierà? Stampa E-mail
Martedì 21 Febbraio 2012 23:26

Pari opportunità. E’ passato molto tempo prima che il principio generale di eguaglianza sostanziale fra uomini e donne nella vita sociale, culturale, economica e politica e dunque anche nell’accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive, garantissero la composizione equilibrata di entrambi i sessi negli organi collegiali. La nota ufficiale diffusa dal Sindaco dei Cammaratesi, con la quale informa l’azzeramento della giunta impostagli dal trio G.V.T. (acronimo che non identifica un’automobile, ma le iniziali delle persone che dettano le regole amministrative del comune di Cammarata e San Giovanni Gemini) oltre a rispettare le scelte legislative dei suoi diretti superiori che siedono nei banchi dell’Assemblea della Regione Siciliana, sembra dettare le line giuda imposte dal trio. A chi dei tre toccherà la quota rosa in seno alla nuova giunta che virtualmente s’identifica nella persona del Sig. Vito o Vito Dego Mangiapane? Una Sindacatura virtuale, perché nella sostanza, purtroppo per lui, il Sindaco, s‘identica nel consolidato trio G.V.T. I seguaci del trio sono tutti lì che pendono dalle loro labbra, per tre posti di assessore. Parliamo di 1000,00 - 1200,00 euro al mese, non sonno bazzeccole.  Tre donne assessore sarebbero l’ideale, una per ognuno dei capi bastoni della partitocrazia. Scegliere tra una marea di disoccupate che possono sperare in un temporaneo sostegno economico, sarebbe davvero, oltre che, mol…..to difficoltoso, di difficile equilibrio politico. Il quarto assessore sarà comunque espressione della sinistra e della società civile.  Vista la normativa che ha abolito l’incompatibilità tra consigliere comunale e assessore, potrebbe essere designata assessore, con la delega di Vice Sindaco, la dott.ssa Alessandra Consiglio in rappresentanza del PD e di CIVITAS. In questo caso sarebbero quattro le donne in giunta. Sarebbe un bel risultato per le donne. Non vorrei sbagliare, ma credo che neanche l’Amministrazione Alessi, abbia avuto una quota rosa cosi alta.

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